In tema di sagre si rischia di finire in quella del qualunquismo leggendo molti degli interventi di questa discussione...
Siccome nel mio curriculum musicale c'è la macchia enorme di suonare principalmente in una coverband (che poi mi dedichi al jazz è un altro paio di maniche) voglio argomentare un po' il discorso riguardo alle coverband.
Si sentono in giro tante coverband che fanno schifo, magari suonano bene, però fanno i pezzi buttati lì, senza stile, scaletta messa su a caso, si vede che si annoiano mentre suonano...
Per quanto mi riguarda col gruppo mi sono fatto un mazzo tanto a costruire una scaletta che funzioni, perchè non è facile far ballare la gente e tenere alto il livello della serata, chiedetelo ad un DJ, anche se probabilmente siete convinti che non facciano nulla neanche quelli; c'è un gran lavoro di arrangiamento dei pezzi, tutti i pezzi sono raggruppati in medley da 4-6 canzoni e si cerca di imprimere il nostro sound a tutti i pezzi; c'è un bel lavoro di ricerca delle canzoni, dal vivo ne suoniamo 50, ma penso che ne avremmo scartate un'altra buona ventina perchè una volta preparate non funzionavano col pubblico...
Che poi si facciano tutti sti soldi non è vero, io mi ci pago le lezioni di batteria e qualche paio di bacchette...
Il discorso dei tributi è diverso, in quel caso secondo me più che copiare nota per nota i dischi (ho suonato per 2 settimane in un tributo pink floyd dove volevano che suonassi identico il live Pulse, sono scappato a gambe levate!) bisogna entrare nello stile del musicista che si sta tributando, e vedere anche oltre ai dischi come si comportano dal vivo.
Ci sono band, tipo i Police, che dal vivo stravolgono i pezzi rispetto agli album, in quel caso suonare i pezzi uguale agli album sarebbe un po' ridicolo, l'obbiettivo è ricreare (in piccolo) lo show che propone il gruppo che si tributa, o almeno mantenerne l'intenzione.
Poi c'è anche un lavoro di estetica della band e di suono che non è affatto da sottovalutare (ho sentito un tributo dei depeche mode con dei suoni curatissimi, tanto di cappello).
In linea di massima anche io quando esco la sera vado a vedere solo musica originale, e la gente che vedo ai concerti sicuramente non la troverò tra il pubblico ad uno del mio gruppo, questo per dire che non è vero che le cover/tribute rubino pubblico o possibilità a chi fa musica originale. Il problema più che altro è il pubblico italiano che è completamente diseducato all'ascolto di qualcosa di nuovo, e preferisce spegnere il cervello e ascoltare cose già sentite un miliardo di volte.
La soluzione all'ignoranza non sarà di sicuro sopprimere le coverband.
Un po' come chiedersi perchè il cinepanettone faccia tutti quegli incassi ogni anno nonostante i film bellissimi che escono, l'italiano medio il cinema di qualità non lo guarda comunque neanche se gli togli l'immancabile torta in faccia a boldi sotto natale
