Premetto che non so dire se sia giusto o meno in questo caso lasciare che Eluana muoia "anche" fisicamente.
1) Che in caso di cessazione della nutrizione/idratazione forzata Eluana muoia di fame e di sete non è una critica. E' un fatto. E' inutile giocare con le parole.
2) Che lasciata a se stessa muoia senza assistenza, non è una discriminante, visto che anche la signora dell'articolo della Stampa farebbe lo stesso, ma è bene che sia assistita, lo dice lei stessa.
3) Che lo stato di Eluana sia irreversibile, mi sembra possa essere anche definito un fatto... l'ho scritto io stesso nel mio post precedente.
4) Che a decidere della vita e della morte di una persona, ancorchè congiunto, debba essere la famiglia invece che lo stato... su questo invece ho serissimi dubbi.... Non dubito che in questo caso la famiglia sia "in grado" di prendere una decisione ragionata, ma non potrei giurare che per chiunque sia così. Secondo me su una questione di tale momento è opportuno che ci sia un'autorità "super partes" (anche se poi personalmente mi riterrei in diritto di fare quello che voglio io, data la supremazia della coscienza personale
In definitiva non so un bel tubo di niente, ma non mi sento nella posizione di scandalizzarmi di un bel niente, nè in un senso, nè nell'altro. Capisco benissimo sia la posizione della Chiesa, che quella dello Stato, che quella della famiglia.






