da Van Loon il sab set 06, 2008 10:23 am
Discorso complicato quello del suonare con un tom. Ritengo che si,esisita sicuramente un evoluzione personale che porta a una nuova concezione del proprio strumento, e questa può portare a preferire l' utilizzo di un solo tom. Però ho l' impressione che dietro queste scelte, soprattutto da parte dei giovani, ci sia un bombardamento mediatico non indifferente. Guardatevi attorno, ormai suonano tutti con un tom, tutti (un esempio per tutti, Maurizio de Lazzaretti a Sanremo quest' anno). Lungi dall' affermare che DeLazzaretti lo faccia per moda, ma la maggior parte delle band giovani penso che lo faccia proprio per fattore estetetico, quasi imposto dal discografico o produttore di turno. La formula è quella e la si usa finchè non esaurisce la spinta propulsiva. Detto questo, (che è un mio parere), io saltaruariamente ho suonato con un tom, l' ultima volta per problemi tecnici. Durante una delle ultime date che ho fatto, il vento era tale che il mio ride (che io tengo abbastanza alto, ovviamente inclinato e a destra) faceva vela e tendeva a cadere prortandosi appresso il timpano sospeso. per ovviare al problema ho tolto il secondo tom e ho abbassato il ride, solo per non fargli prendere il vento, ritrovandomi così nella posizione che molti di voi qua usano, un tom e il ride al posto del secondo. Certo il ride è comodo ( ma a me è comodo anche nell' altro modo che uso) ma l' assenza del 2° tom ha condizionato pesantemente i vari lanci e soprattutto la mia capacità espressiva, abituato a muovermi su 3 tom, ritrovarsi con 2 su un repertorio strarodato e straeseguito dove ormai ho quasi memorizzati anche i lanci, mi ha creato difficoltà. Quindi penso che si, in alcuni casi suonare con un tom possa essere una scelta ragionata e precisa (e a volte anche pratica, molte serate, molto locali, molti trasporti, diventa più comdo ridurre il set), ma hi proprio l' impressione che in questi ultimi dieci anni grosso modo, sia proprio una moda, come negli '80 andavano le super batterie.
"Si diventa batteristi per amore di uno strumento che si può accarezzare con dolcezza o percuotere con rabbia. E' una risposta istintiva alla natura "musicale" della persona perché lo strumento accontenta gli occhi per la sua estetica e appaga l'istinto" Ellade Bandini
"Bisogna suonare tanto, per capire che bisogna suonare poco" MP
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