lou ha scritto:infatti io il problema di suonare in note puntate reali non me lo sono mai posto, è una cosa totalmente antimusicale, se non a tempo lentissimo...
ah ma allora siamo daccordo...
io non sono un esperto di jazz però ho sempre (tranne che nel caso del chapin) trovato lo "shuffle" scritto (non nel valore reale delle note) in semplici ottavi, dal john riley, al syncopation al peter erskine insomma tutti.
e se ci fai caso il primo blues della parte c (melodic exercises) contiene terzine, ottavi (che lui interpreta come sedicesimi puntati), e sedicesimi puntati che lui suona esattamente uguali agli ottavi "lisci". ma allora mi prendi per il culo?? (non tu lou...chapin

).
tutti usano scrivere lo shuffle in ottavi (anche perchè a livello di scrittura è la cosa più smeplice e che richiede meno tempo), chapin lo fa con i sedicesimi puntati e per rigor di logica dovrebbe usare sempre quelli (o a limite quelli "terzinati"come spiega nell'introduzione e fa nella parte c).
ah se non ricordo male lo dice anche nell'introduzione il fatto che in quell'esercizio interpreta gli ottavi...ma si tanto che ce ne frega scriviamo a cazzo di cane poi una bella introduzione che tra l'altro non chiarisce poi le idee ed ecco un accozzaglia di note scritte in maniera diversa da una pagina all'altra ma che suonano tutte uguali.... boh