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Decreto gelmini

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Messaggioda souldrum il dom nov 02, 2008 11:59 pm

io sono per gli studenti volenterosi innanzitutto......perche' chi si merita di usare le risorse messe a disposizione per lo studio, sono proprio loro........il problema forse e' trovare un modo, adatto a tutti, per stabilire veramente quali sono gli studenti volenterosi, e quali quelli no......in modo da poter dispensare risorse ai volenterosi e, o far diventare volenterosi chi non lo e' piu' di tanto, oppure fare in modo che i non volenterosi escano dal circuito dello studio.
Se partiamo dal presupposto che le risorse sono limitate, dobbiamo renderle disponibili a chi se lo merita.
A stanziare soldi inutilmente siamo andati avanti per anni, dando solo da mangiare di piu' a politicanti incompetenti, docenti corrotti, e studenti raccomandati..........il risultato mi pare abbastanza evidente......la colpa e' del "sistema scuola"?......bene..piu' che un decreto occorrerebbe una vera e propria riforma pesante, che modifica il concetto di diritto allo studio, riducendo tale diritto solo a chi se lo merita......e non ha chi ha piu' soldi da pagare, o piu' conoscenze "in alto".......
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Messaggioda alexwater89 il lun nov 03, 2008 10:35 am

souldrum ha scritto:@alexwater89

Per il maestro unico potresti avere anche ragione.........pero' di certo c'e' che oggi e' piu' facile trovare piu' maestri opportunisti, incapaci, stronzi, affetti da problemi sociali, che influiscono sui bambini.......quindi potrebbe, e sottolineo POTREBBE, essere meglio filtrare un po' tra la massa di maestri esistente, eliminare gli elementi negativi, e ottenere risultati migliori con una spesa notevolmente inferiore.......Visto che il problema economico ha un forte peso sulla questione, e che ci sono 100 maestri, quando in realta ne servono 30 (cifre indicative usate come esempio), forse e' il caso di cercare di avere 30 maestri buoni, piuttosto che 150 cosi' cosi', di cui la meta'o quasi sono comunque "a spasso".....ovvio pero' che se il maestro unico non e' frutto di un controllo, di una cernita, ben fatta per eliminare chi non e' meritevole, allora anche la soluzione del maestro unico serve a niente, e porta agli effetti da te citati.


il problema è che questa sofltimento è impossibile per vari motivi: non si può effettuare un controllo su certi comportamenti delle persone, e tantomeno sui problemi sociali. per farti un esempio: mia sorella, che lavora come educatrice in una cooperativa, si è trovata a che fare con un maestro affetto da problemi di alcolismo...in pratica questa persona può essere considerata a tutti gli effetti un malato che si sta curando (era assistito e cercava di smettere). ora, quale legge mai potrà permettere il licenziamento di qualcuno che si ammala, anche se stiamo parlando di una malattia atipica? ricordandoci che la legge deve essere generale, quindi non si può parlare di caso per caso. in ogni caso questo individuo era (ed è penso) un pessimo maestro, e fosse stato unico....


per quanto l'ultima parte del tuo post, è proprio così che la pensa la stragrande maggioranza di noi...con una riforma penso siano d'accordo tutti, perchè le cose non vanno, ma QUESTA "riforma" peggiora notevolmente le cose!!! taglia dove c'è da finanziare e finanzia dove c'è da tagliare!!
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Messaggioda souldrum il lun nov 03, 2008 2:22 pm

@alexwater89
ERRORE!!!......nel tuo esempio, l'alcolismo, se viene ritenuto una malattia, pace! ne prendo atto......ma e' una malattia incompatibile con la professione svolta, quindi RAUS!....a casa........occorre buttare giu' dei criteri severi....altrimenti, vedendola come la vedi tu....tanto vale fare niente, e lasciare che il tutto finisca in malora......ma a questo punto non ci si lamenti nemmeno pero'!
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Messaggioda Ginoleo il lun nov 03, 2008 3:01 pm

si, ma se invece di avere un maestro unico alcolizzato ne hai tre drogati? suvvia se ragioniamo così finiremo nel cieco vortice!!
Il maestro unico non ha nuociuto alle vecchie generazioni, non capisco perchè debba essere così "demonizzato"adesso.
.In tutti i paesi d'europa viene usato con risultati ottimi, adeguiamoci, visto che per ora siamo riusciti a sfornare mini gang di delinquenti e porno attori amatoriali.
Inoltre il maestro non sarà unico ma sarà affiancato da un docente di Inglese ed uno di religione, così controlleranno a vicenda eventuali fiaschi di vino sospetti o mozziconi di canna in terra...............
I tagli ci devono essere, ma vi siete minimamente informati su corsi di laurea tipo "scienze della religione" con 0 iscritti ed un corpo docenti da pagare? ci sono corsi di laurea con 1 solo iscritto.......significa che per una persona iscritta vengono pagati una decina di professori: fatevi i conti.
Ci sono università PRESTIGIOSE con deficit enormi:due esempi, siena e firenze..............quest'ultima ha una tenuta prestigiosa vicino Firenze dove si produce vino e olio pregiati (villa Montepaldi),nulla di male se servisse a scopi agronomici, ma purtroppo di studenti non se ne vedono da qualche anno; e allora cosa la tengono a fare una proprietà di lusso di 40 ettari, PAGATA ANCHE DA NOI,che costò all'università 1,2 milioni di euro, ma non è a scopo universitario? perchè a Siena l'università ha un appartamento sopra piazza del campo per far vedere al rettore ed ai suoi amici il palio da posizione privilegiata,quando i deficit sono a sei zeri?
Credo che qulache modifica sia giusto attuarla, basta creare corsi di laurea per dare lavori ad altri insegnanti, basta creare corsi di Laurea inutili che non ti qualificano minimamente.Possibile che in Italia i corsi di Laurea sono 5500tra un pò c'è un corso per ogni alunno. Poi ci si lamenta che usciti dall'università non si trova lavoro: e ti credo, non c'è più identificazione ("scienze della religione", "culture e istituzioni d'europa", "storia dell'antichità") ma siamo matti?
Per quello che riguarda la ricerca,c'è da dire che i tagli sono eccessivi, ma che negli anni passati sono sempre stati dati soldi a tutti i ricercatori, anche a chi non combinava una ceppa.Non c'è un minimo di meritocrazia, si entra tramite concorsi e poi quando stai dentro ti becchi gli stessi soldi di un altro che non combina niente......fate un pò.....

Ultima cosa,gli alunni per classe: ho letto che non saranno 30 per classe, ma che avranno NUMERO VARIABILE DA 18 AD UN MASSIMO DI 26.
La rivolta è stata fatta più contro il governo Berlusconi che contro li decreto, secondo me c'è del rancore(giustamente) dentro la gente, e questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.Il problema è che molti punti di questo decreto sono giusti.
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Messaggioda souldrum il lun nov 03, 2008 10:27 pm

Pero' sarebbe bello che qualcuno proponesse un decreto "anti-gelmini".......almeno per avere altri riferimenti da confrontare.
Qualcuno ha qualche idea.....che non sia ovviamente quello di aumetare le ore di ginnastica e o di musica, o robe simili, come mi pare qualcuno disse in qualche reply indietro.
Io, se fosse per me, farei pagare gli studi in base alla votazione media........all'inizio si paga tutti uguale....poi, andando avanti, chi si da' da fare e prende buoni voti, paga di meno, al contrario, chi sta sotto una certa media paghera' una cifra.......in questo modo viene scoraggiato lo studente opportunista che gli torna comodo fare il mantenuto, viene scoraggiato quello pensa e dice di voler fare il chirurgo, quando in realta' va bene solo a fare il muratore (col massimo rispetto per i muratori che si spaccano la schiena non so quante ore al giorno)......e i "figli di papa'" pieni di soldini?.......beh!...in qualche modo lo stipendio dei docenti lo si dovra' tirar fuori.....uno che segue gli stessi corsi per 9 anni e da' 12 esami, di soldi per stipendiare i docenti ne tira fuori..........
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Messaggioda bing il mar nov 04, 2008 10:00 am

però facendo così, i figli di papà possono lo stesso non fare un caxo e bighellonare tanto il grano ce l'hanno.
e chi studia e lavora, magari non può avere una media altissima ma ce la può fare a combinare qualcosa visti i mille impegni, si ritroverebbe a pagare di più... poeraccio... :D
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Messaggioda themucco il mar nov 04, 2008 12:13 pm

Quoto bing, il diritto allo studio deve essere garantito a tutti, specialmente a chi non se lo può permettere aggiungerei, visto che è molto più probabile che la ricerca di un "riscatto" sociale faccia andare meglio questi soggetti di chi ha la pappa scodellata e pure tanta.;)
Per il discorso in generale sul decreto gelmini non sono totalmente a sfavore visto che una "revisione" và fatta, ma è il metodo che più che altro viene contestato e il non aver discusso ed essersi confrontati con le parti in causa la manovra.
Mi pare chiaro che la scuola non si muove se non ci sono studenti ne insegnanti a farla e se ne sono accorti berlusca e gli altri visto le aperture attuali al dilogo, dato che chi manifestava non "perdeva tempo" alla fine e deve avere il diritto di farlo.;)

In merito specifico alle azioni, sul maestro unico mi può andare bene il concetto, ma nella sostanza gli istituti dovrebbero avere autonomia nella gestione interna caso per caso, magari una linea generale può andare bene, ma i casi sono vari a giro per l' italia.
Mi pare sacrosanto eliminare corsi di laurea inutili e ricerche superflue, questo però dovrebbe essere il consiglio scolastico e universitario a bocciare certe scemenze e non lo stato, ci vorrebbe eventulmente un' "ispettore" esterno che verichici e approvi o meno certe cose.
Sicuramente avremmo un taglio alle spese inutili ed un controllo più diretto di cosa succede all' interno degli istituti in "presa diretta", sia per quento riguarda i corsi assurdi, spese varie ed eventuali e il lobbismo dei figlli di papà "dottori" ecc... tanto per capirirsi.
Applicare in sostanza un controllo di qualità come da anni viene fatto ad es. nella sanità pubblica sulle spese di manutenzione macchine ad opera di servizi di ingegneria clinica che bbattono di parecchio i costi di manodopere a volte assurde.

Và decisamente potenziata però anche la ricerca scentifica univarsitaria, visto ch è la base per far progredire il paese e le azinede che potrebbero investire su ricerche all' avanguardia, alleggerendo il carico statale di certe spese.
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Messaggioda Mikedream il mar nov 04, 2008 1:17 pm

themucco ha scritto:...il diritto allo studio deve essere garantito a tutti, specialmente a chi non se lo può permettere aggiungerei, visto che è molto più probabile che la ricerca di un "riscatto" sociale faccia andare meglio questi soggetti di chi ha la pappa scodellata e pure tanta.


Concordo pienamente :wink:
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Messaggioda yehudi il mar nov 04, 2008 2:21 pm

Aggiungo anche che la riforma Gelmini farà chiudere le moltissime scuole di montagna che ci sono in italia..per i bimbi che abitano nelle borgate in alto sarà un disastro..significa svegliarsi prestissimo per prendere un pullman e farsi due ore di viaggio per scendere in pianura. Io ho fatto le elementari in una scuola di montagna..eravamo circa in 17 in tutta la scuoletta però perfino noi che eravamo delle pluriclassi non avevamo il maestro unico! e posso dire con fierezza che siamo arrivati alle medie più preparati degli altri bambini, specialmente nelle materie umanistiche..sarebbe proprio un peccato far sparire queste realtà e accentrare tutto in poche scuole grosse
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Messaggioda souldrum il mar nov 04, 2008 2:46 pm

non vorrei dire.......ma chiedere soldi, quando non ce n'e', non mi pare il modo migliore di riformare la scuola......
Soluzioni piu' facili da applicare?



I soldi della ricerca occorre cercarli soprattutto nelle aziende, visto che spesso sono proprio loro ad averne i maggiori vantaggi, quindi occorre sensibilizzare cio', togliendo costi allo stato, e obbligando le aziende a "donazioni" per la ricerca, ogni azienda nella giusta misura, sulla base del proprio settore/mole d'affari.
Soluzioni equilibrate non ce ne possono essere, dato appunto l'eccessivo squilibrio della situazione.........che per anni e' andata degenerando.
Ribadisco...il diritto allo studio e' sacrosanto........cosi' come lo e' il dovere di rispettare l'impegno preso per studiare......le 2 componenti devono viaggiare insieme, se viene a mancarne una, anche l'altra non e' piu' valida. E mi pare ovvio che i casi dove si cerca solo il diritto allo studio, fregandosene del conseguente dovere, siano molti, troppi.....motivo per cui occorre valutare piu' attentamente chi veramente puo' godere del diritto allo studio.

Dopo lo slogan "per molti, ma non per tutti" occorrerebbe invertire "per tutti, ma non per molti" applicato allo studio......visto che oggi, sia alle scuole superiori che all'universita', c'e' una percentuale di ragazzi ben piu' alta, rispetto a una volta, ma il livello di preparazione e' ben piu' basso (in relazione ai tempi)......a partire, tanto per dire, dalla semplice conoscenza della lingua italiana.
E' roprio vero.....si stava meglio quando era peggio!!! :wink:
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Messaggioda themucco il mar nov 04, 2008 3:11 pm

Codesto discorso è valido fino ad un certo punto, le capacità d'apprendimento e bravura di uno studente sono non propriamente legate al rendimento, non è deto infatti che chi va meglio sia più bravo di chi arranca un pò e viversa.;)
Quindi il diritto o meno di uno dei due di frequentare gli studi deve essere garantito, non si può dire "non ci sono i soldi, tu fuori dalle palle!"
Anche perchè per contro altare il sistema meritocratico se si applicasse alla classe dirigente, alla poilitca ecc...i calci un culo per tutto sarebbero lautamente dispensati e moltissimi.
La linea semmai è legata sicurmanete alla scelta di cosa far studiare ai nostri studenti, una laurea in gingillometria applicata non serve a nulla e magari costa un sacco mantenere il corso universitario alla facoltà, quindi un bel taglio al "nulla" và fatto.

Quando andavo io all' università 16 anni fà, c'erano 5 o 6 scelte possibile di carriera, facevi l' ingegnere, il fisico/matematico, il medico, l' avvocato o l' economista...o per lo meno questani erano quelle più indicate per garantirsi una vera istruzione universitaria competente e un bel passpartù per il mondo del lavoro...sogni alla fine dissillusi dalla crisi del lavoro, ma il principio era più che valido.

Adesso ho amici giovani studenti universitari che sono laureati in delle minchiate incredibili dalle quali ricaveranno forse qualche punto in più per essere preso alle poste!:x

Tagliamo questi rami secchi, limitiamo gli sprechi con corsi "seri" e intanto già in questo modo le risorse si ridistribuiscono meglio senza spargimenti inutili, poi altra cosa interessante è il controllo dei dipendenti delle unversità.
Sugli insegnati, bhè, quelli servono, come pure i ricercatori servono, ma i bidelli in esubero no o per lo meno nei i casi in cui sono palesi delle discrepanze mi pare chiaro ci sia un mangia mangia.
Dice che a siena ci siano più bidelli che il corpo insegnante, ok per atenei e proprietà enormi ci vuole il personale per gestirli, ma poi mi viene da vedere un' impresa di pulizie media magari di 5/6 persone che stanno dietro ad intere aziende di centinaia di mq...allora che fà il bidello universitario?:O
Anche in questo settore, ci vorrebbe una bella supervisione per ottimizzare gli sprechi e reindirizzare il personale ad altre mansioni, non dico che si debba far girare le università come aziende modello, ma sicuramente un pò di organizzazione del lavoro e di controllo di qualità forse farebbe bastare i soldi che ci sono evitando però di toglierli perchè altrimenti tutto quanto detto và a puttane.:x
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Messaggioda Alov il mar nov 04, 2008 8:06 pm

souldrum ha scritto:I soldi della ricerca occorre cercarli soprattutto nelle aziende, visto che spesso sono proprio loro ad averne i maggiori vantaggi, quindi occorre sensibilizzare cio', togliendo costi allo stato, e obbligando le aziende a "donazioni" per la ricerca, ogni azienda nella giusta misura, sulla base del proprio settore/mole d'affari.


Purtroppo non può essere così, perchè, come ho già detto le aziende possono anche finanziare, ma solo ricerche che gli tornano utili... Una aziende non finanzierà mai una ricerca i matematica, o una ricerca di chimica fisica... :cry:
Eppure sono proprio queste ricerche di base che portano alle grandi scoperte...


souldrum ha scritto:oggi, sia alle scuole superiori che all'universita', c'e' una percentuale di ragazzi ben piu' alta, rispetto a una volta, ma il livello di preparazione e' ben piu' basso (in relazione ai tempi)......a partire, tanto per dire, dalla semplice conoscenza della lingua italiana.
E' roprio vero.....si stava meglio quando era peggio!!!


Su cosa ti basi per dire ciò? Io non direi proprio che oggi siamo meno preparati che 30 anni fa per esempio, non di certo nelle materie scientifiche, e nemmeno nell'italiano, assolutamente!
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Messaggioda Stephen Daedalus il mar nov 04, 2008 8:14 pm

souldrum ha scritto:I soldi della ricerca occorre cercarli soprattutto nelle aziende, visto che spesso sono proprio loro ad averne i maggiori vantaggi, quindi occorre sensibilizzare ciò, togliendo costi allo stato, e obbligando le aziende a "donazioni" per la ricerca, ogni azienda nella giusta misura, sulla base del proprio settore/mole d'affari.

Illuminami, per cortesia, su chi dovrebbe finanziare la ricerca nel settore umanistico.

Alov ha scritto:Io non direi proprio che oggi siamo meno preparati che 30 anni fa per esempio, non di certo nelle materie scientifiche, e nemmeno nell'italiano, assolutamente!

Da quel che vedo io - e di studenti da me ne passano a centinaia ogni semestre - il livello di cultura generale e di italiano in particolare scema di anno in anno :cry:
Ultima modifica di Stephen Daedalus il mar nov 04, 2008 8:16 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Alov il mar nov 04, 2008 8:15 pm

Ecco... :D
Stessa cosa che ho appena scritto anch'io! :wink:
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"Anche l’essere più basso quando sa che cosa siano le terzine, le quartine, le sestine, sa passare dalle une alle altre con esattezza ritmica come il suo occhio sa passare da un colore all’altro. Da me, invece, una di quelle figure, quando l’ho fatta, mi si appiccica e non me ne libero più così ch’essa s’intrufola nella figura seguente e la sforma. "
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Messaggioda souldrum il mar nov 04, 2008 10:43 pm

ok......la mia affermazione sulla ricerca era piu' da ignorante in materia.........
E' possibile sapere in che modo, i soldi investiti in ricerca, vengono distribuiti?.......diciamo.....negli ultimi 20 anni.....
Oppure esistono solo i soldi investiti in ricerca, e basta?......perche' a quel punto ognuno puo' avere "ricerche" da fare...... :wink:
Come se io spendessi 1 milione d'euro, non mio oltretutto......e i veri padroni di quei soldi mi venissero a chiedere...."ma come li hai spesi tutti quei soldi?"......e io....."ma niente!...li ho spesi!"

Immagino che il grosso della ricerca su cui si invste ogni anno, ricopra soprattutto settori direttamente legati ad altri puramente commerciali. Cioe'......vengono investiti piu' soldi per sapere "quanto ce l'hanno lungo" i bronzi di riace, o per la ricerca nella medicina, che magari portera' la gente a essere curati meglio, ma dara' anche la possibilita' di fare altri miliardi di euri, ad alcune industrie farmaceutiche?
Maximo rispetto per i bronzi di riace........ma se vengono spesi piu' soldi in ricerca medica, ok....quanto da me detto non e' poi del tutto sbagliato, anzi e' piu' che possibile..........se vengono spesi piu' soldi per sapere quanto ce l'hanno lungo i bronzi di riace, allora......lode alle intenzioni di chi li misura (e di quello, tra i 2 che ce lha piu' lungo)......ma mi pare un'investimento molto piu' "a fondo perduto"....e in un periodo come quello che passiamo, forse e' il caso di puntare a investimenti piu' a piccolo/medio termine, e dai risultati che potenzialmente possono rendere meglio, in tutti i sensi (non solo quello economico, che dovrebbe essere comunque un aspetto secondario).
Siccome suppongo che la ricerca nella medicina abbia una certa priorita' rispetto ad altri settori, ecco quindi che il mio discorso prenderebbe un senso.......immagino che gia' le aziende farmaceutiche siano coinvolte nella ricerca.......ma "ficcarcele" dentro ancor di piu' potrebbe rendere la cosa ancor meno gravosa sull'economia statale.
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Messaggioda Stephen Daedalus il mar nov 04, 2008 10:48 pm

Se per te la ricerca umanistica si riduce alla fallometria dei gonzi di Riace ti conviene andare dietro alla lavagna e contare fino a 1E+38 (mica un numero a caso :D).
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Messaggioda Il temibile Joe il mar nov 04, 2008 10:50 pm

Stephen Daedalus ha scritto:
souldrum ha scritto:I soldi della ricerca occorre cercarli soprattutto nelle aziende, visto che spesso sono proprio loro ad averne i maggiori vantaggi, quindi occorre sensibilizzare ciò, togliendo costi allo stato, e obbligando le aziende a "donazioni" per la ricerca, ogni azienda nella giusta misura, sulla base del proprio settore/mole d'affari.

Illuminami, per cortesia, su chi dovrebbe finanziare la ricerca nel settore umanistico.


già che sollevate l'argomento, puoi illuminarmi per cosa si intende per ricerche in campo umanistico?me lo sono sempre chiesto...ricerche filologiche?restauri?non ne ho proprio idea...non è una domanda provocatoria, chiedo proprio perchè non so! :o
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Messaggioda Alov il mar nov 04, 2008 10:57 pm

Allora... io ti parlo dell'ambito scientifico, perchè quello conosco...!

Praticamente ci sono 2 modi di finanziamento:

1-Soldi dello stato:
lo stato finanzia tot soldi all'università, i vari ricercatori presentano delle porposte e dei progetti di ricerca, poi ci sarà una commissione che analizza le proposte suddette e decide quali siano meritevoli di finanziamento e quali no...

2-Soldi di aziende private:
funziona al contrario, cioè l'azienda da all'università dei soldi affinchè effettua una determinata ricerca che tornerà utile all'azienda stessa

Ovvio che la ricerca pura, può essere effettuata solo nel modo (1)
Questa ricerca pura però, apparentemente può sembrare meno utilie di quella al punto (2), ma anche in ambito medico (come dicevi tu) tante tecniche moderne derivano proprio da ricerche pure, vedi risonanza magnetica, chemioterapia, alcune cure per l'AIDS, per non parlare della relatività, meccanica quantistica ecc...

:wink:
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Messaggioda Stephen Daedalus il mar nov 04, 2008 11:44 pm

Il temibile Joe ha scritto:già che sollevate l'argomento, puoi illuminarmi per cosa si intende per ricerche in campo umanistico?

Potrei riassumere tutto sotto la megaetichetta della filologia in senso lato ma non sarebbe molto soddisfacente :D

Io, ad esempio, sto facendo - per dirla in soldoni - una ricerca su The Sound and the Fury di Faulkner e sulla relativa traduzione in italiano, analizzando in particolare il linguaggio di uno dei personaggi, Benji, in chiave non solo sociolettica e idiolettica ma anche psicanalitica.

A che pro questa ricerca? Fondamentalmente per proporre un'analisi narratologica e traduttologica che possa portare a una nuova e ben più adeguata traduzione dell'opera di Faulkner.

Chi può beneficiarne? Così su due piedi, qualunque casa editrice interessata a pubblicare una nuova traduzione di The Sound and the Fury. E quindi il pubblico di lettori italiani. E i traduttologi. E chiunque sia coinvolto in studi di psicanalisi, soprattutto - visto il testo in questione - le semantiche famigliari.

Che risorse servono? Nulla di paragonabile a ciò che richiedono le facoltà scientifiche. Ma non sarebbe male se la statale tenesse aperta la biblioteca di anglistica un po' oltre le ormai canoniche 20 ore settimanali.
Ultima modifica di Stephen Daedalus il mar nov 04, 2008 11:56 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Il temibile Joe il mar nov 04, 2008 11:53 pm

@stephen; è bello sapere che c'è gente che fa cose del genere che ha anche il tempo di suonare la batteria(o almeno lo presumo, data la tua presenza su un fotum di drummers :D ) :tru

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Messaggioda Stephen Daedalus il mar nov 04, 2008 11:55 pm

Ma io la batteria mica la "suono", la uso per sfogarmi dopo dodici ore tra libri e lezioni :D
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Stephen Daedalus
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Messaggioda souldrum il mar nov 04, 2008 11:58 pm

@Stephen Daedalus
l'esempio dei bronzi di riace era perche' non sapevo cosa prendere in campo umanistico.......e inoltre il tono umoristico (oltre che l'oggetto d'esempio) mi sembrava palese....tant'e' che ho specificato il mio "maximo rispetto" per i bronzi di riace, inteso come settore umanistico, che non e' certamente inferiore, come importanza, di tutti gli altri, ma che trova certamente un minor riscontro, a livello di rientro economico (fattore venale, ma determinante ai nostri tempi), nel breve periodo.
In ogni caso, proprio per la tua esperienza, ti domando.....perche' una ricerca del genere non e' finanziata, in modo anche sostanzioso, dalle stese case editrici?.....cioe'......perche' solo lo Stato italiano dev'essere la "musa ispiratrice", che porta magari soldi nelle tasche dei privati?...questo e' cio' che fatico a concepire....
Cioe', io ti do 100 euro, al fine che tu possa poi guadagnarne 300, di cui pero' me ne ridai indietro solo 50 in tasse, e io non ci faccio nemmeno "60" (tanto perche' spariamo numeri :D ).
Mica meglio che io ti do 40 euri, 60 ne metti tu, tu guadagni 300 euri, e me ne dai 50 a me?........ci guadagno io e ci guadagni tu....tutti contenti, e le cose magari funzionano.
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Messaggioda Stephen Daedalus il mer nov 05, 2008 12:05 am

Ma se io ho replicato parlando di gonzi di Riace era chiaro che il tono umoristico era stato percepito :D

Leggi bene però la mia risposta - lo Stato è messo così male che non può permettere alle università statali, che pure si beccano fior di soldoni dalle tasse universitarie, di tenere aperte le biblioteche 40 ore la settimana? 40 ore dico, eh? Mica a orario continuato come nei paesi nordici - non pretendo tanta civiltà in questo paese.

Dici che dovrebbero essere le case editrici a finanziare le ricerche (ossia fare in modo che si possa beneficiare più agevolmente dei servizi bibliotecari)? Ma hai idea di quanto sia fiscalmente vessata l'editoria in Italia?

La storia dei numeri non ho mica capito da dove l'hai tirata fuori. Fantascienza...
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Messaggioda souldrum il mer nov 05, 2008 1:29 am

@Stephen Daedalus
"fare 60"= fare pari........non chiedermi il perche', non mi sono mai documentato......lo prendo come modo di dire che ho sempre sentito fin da piccolino :D
Infatti non ho mai capito perche' si dice cosi'.......come il "ho fatto 30, faccio anche 31!"......poi ci si lamenta che si danno i numeri.

Tornando al discorso "finanziamenti"........mi pare ovvio che debba esserci della "collaborazione" da parte delle case editrici......ora.....non e' che lo stato debba far beneficenza a chiunque......oltretutto quando si sa che il mondo imprenditoriale e' normalmente la massima espressione di opportunismo.
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Messaggioda Stephen Daedalus il mer nov 05, 2008 10:10 am

Ma di che diavolo parli? Beneficenza a chiunque? Finanziare l'apertura delle biblioteche universitarie (le quali, ripeto, negli altri paesi sono accessibili per molte più ore la settimana - in Danimarca addirittura 24 ore su 24, con l'uso del tesserino elettronico) sarebbe "beneficenza", secondo te? Capisco che della cultura t'interessa poco o nulla, e questo è palese dal modo in cui ti esprimi, ma non ti sembra di esagerare? :D
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Messaggioda themucco il mer nov 05, 2008 10:30 am

Ieri sera in tarda serata alle iene hanno presentato un servizio di un ricercatore italiano che può solo lavorare a praga perchè i servizzi offerti dall' universita locale sono eccelsi.

Ora, lì è la norma che ci siano investitori esterni (aziende) che finanziano la ricerca, certo sarà più facile che ricevano soldi i politecnici perchè producono ricerche più appettibili di una traduzione letteraria, però è comunque solo una questione di trovare l'interlocutore giusto.
Effetivamente se c'è bisogno di una traduzione più esuriente e corretta di un testo importante, io editore che sono interessato poi a pubblicarla dovrei poter investire del denaro su questa ricerca, non ci trovo niente di male. :)

Non ci scordiamo, come già ho detto, che in questo tipo di collaborazione non c'è altro che da quadagnarci, in primo luogo per il risparmio che lo stato ha sui finanziamenti che possono essere indirizzati ad es. alle infrastrutture oscene dei nostri istituti (giusto per dirne una), poi per il fatto che ci siano più ricerche e quindi migliorare il livello degli atenei e della preparazione degli studenti e non ultima il fatto che ste aziende poi utilizzando brevetti o ricerche possano introdurre sul mercato prodotti che portino ricchezza (oltre che a loro) al paese e soldi per i lavoratori che magari "producono" con i loro lavoro il bene in questione (che sia una stampe di un libro o un apparato high tech).;)
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Messaggioda Stephen Daedalus il mer nov 05, 2008 10:44 am

Stephen Daedalus ha scritto:Dici che dovrebbero essere le case editrici a finanziare le ricerche (ossia fare in modo che si possa beneficiare più agevolmente dei servizi bibliotecari)? Ma hai idea di quanto sia fiscalmente vessata l'editoria in Italia?

E due. Aggiungiamo pure che a parte la Mondadori - guarda un po' che caso - le altre case editrici devono fare carte false per non chiudere baracca.
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Messaggioda Alov il mer nov 05, 2008 12:07 pm

Alov ha scritto:Praticamente ci sono 2 modi di finanziamento:

1-Soldi dello stato:
lo stato finanzia tot soldi all'università, i vari ricercatori presentano delle porposte e dei progetti di ricerca, poi ci sarà una commissione che analizza le proposte suddette e decide quali siano meritevoli di finanziamento e quali no...


2-Soldi di aziende private:
funziona al contrario, cioè l'azienda da all'università dei soldi affinchè effettua una determinata ricerca che tornerà utile all'azienda stessa

Ovvio che la ricerca pura, può essere effettuata solo nel modo (1)
Questa ricerca pura però, apparentemente può sembrare meno utilie di quella al punto (2), ma anche in ambito medico (come dicevi tu) tante tecniche moderne derivano proprio da ricerche pure, vedi risonanza magnetica, chemioterapia, alcune cure per l'AIDS, per non parlare della relatività, meccanica quantistica ecc...

:wink:


Chi la finanzia la ricerca al punto 1? Che per certi aspetti è più importante di quella al punto 2...
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Messaggioda souldrum il mer nov 05, 2008 2:35 pm

comincio a capire meglio la situazione italiana........ma mi convinco sempre piu' che sia piu' l'italiano a volere che le cose vadano cosi'........forse la politica e' solo la punta dell'iceberg..........
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Messaggioda themucco il mer nov 05, 2008 2:37 pm

Questo però è un modo per fare "litaliano", meglio invecie fare la persona intellignete, anche perchè si parte dal comportamento del singolo per correggere il mal costume, insomma c'è bisogno di esempi positivi a cui ispirarsi.;)
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