Se si tira in ballo la Costituzione bisogna prima di tutto averla TUTTA ben presente, o almeno la sua essenza programmatica.
Intanto, cari batterai colleghi bisogna capire che i primi 12 articoli della nostra Costituzione hanno un titolo: diritti fondamentali.Quindi sono tutti 12 importantissimi e nessuno prevale sull'altro, ma sono tutti egualmente fondamentali e rapprersentano l'ossatura della nostra Repubblica.Detto questo è con rammarico che vedo delle differenze nel campo spirituale così come sancite nella costituzione(tema fondamentale al pari del lavoro, almeno per la nostra Costituzione).
E' vero che il nostro Stato non è più confessionale (con l'abrogazione del principio della religione di stato) ma il nostro stato, tenete presente non è indifferente al fenomeno religioso, ma anzi è tra i principi fondamentli costituendi.
L'art. 3 sancisce la piena libertà per la Chiesa per le nomine dei loro preposti salvo comunicazioni varie.Quindi c'è ampia libertà sia di culto che di organizzazione cattolica.Questo è sancito solennemente e in più abbiamo il Vaticano in casa (dopo però che in nostro amato stato gli rubato diverse regioni...Lo sapevate vero?Non approfondisco)...soprassediamo questo...
Ma se da un lato la chiesa ha libertà varie sia di organizzazione sia di culto per i fedeli come invece è per le altre religioni? (dopo parlo delle nuove costruzioni).
Sempre secondo la costutizione (non importa se siamo daccordo o meno

) il nostro stato è obbligato (riassumo, ma è così) a stipulare accordi con la Chiesa mentre non ha assolutamente obblighi con le altre religioni.Quindi il nostro stato stipula accordi con le altre religioni solo se gli va.Da quel momento, se c'è stato accordo , pacta sunt servanda

, prima no...decide lo stato.Siccome tra lo stato e la santa sede ci sono già stati diversi accordi c'è già un compromesso da rispettare...con le altre religioni ci sono alcune intese (manca quella con l'islam.tenetelo presente)
Emanata l'intesa lo Stato non può più decidere autonomamente.Prima dell'intesa, con le religioni diverse dalla cattolica, lo stato italiano decide bello o brutto tempo, e per l'islam?Piove sempre.
Gli immobili.Ognuno è libero di acquistare beni immobili.Giusto?Il problema è la destinazione.Se a scopo abitativo, nessun problema, se a scopo economico-commerciale ci vogliono le apposite licenze-permessi, ma se è a scopo religioso?
La chiesta non è più sottoposto a controlli governativi ogni volta che essa acquisti beni immobili dal 1997 (legge Bassanini), prima occorreva l'autorizzazione Governativa.Inoltre non c'è ILOR, nemmeno Irpeg neppure Invim per i redditi della Chiesa (ma lo stato gli rubò molte terre...vabbè...comunque tenetelo presente.Si parla di money non di culto

).Tenete presente però che gli immobili della Chiesa non destinati al culto o alla religione sono però soggette al regime tributario italiano.Ad esempio una pasticceria del vaticano paga le tasse allo stato italiano, 3000 mq di immobile in cui si raccimolano beneficenze non pagano le tasse.
Le altre religioni possono comperare immobili e destinarli al culto?Pagano le tasse?Sta tutto nelle intese.Se ci sono intese scritte con lo stato italiano si rispettano quelle altrimenti decide lo stato autonomamente.Quindi, morale: con l'islam decide lo stato.Punto.I musulmani possono solo pregare in luoghi scelti da loro pourchè in modo pacifico, e dichiarando sempre allo stato queste riunioni pubbliche.Ogni volta.Altrimento scattano sanzioni e chiusure varie.Ogni acquisto di beni immobili è possibile effettuarlo ma seguendo le leggi italiane.Quindi un musulmano può comprare un immobile (si applicano le normali leggi italiane) e può invitare a pregare (libertà di culto) anche mille persone purchè si avvertano nei modi previsti dalla nostra legge gli organi preposti alla ricezione di riunioni pubbliche.Ogni divieto , se non motivato, è illegittimo.
Tutto qui.Era doveroso puntualizzare.Scusate non rileggo, ma il succo è quello.Se ci son domande, non fatele a me
