facciamo a chi ha avuto il peggiore....
periodo universitario:
Un agosto con 35 gradi e un lavoro in una cella della findus/algida a -28° dalle 14.00 alle 23.00 vestito come Messner; sputavi in terra e si congelava in 4 secondi; si rompeva una scatola di bon bon (quel gelato a dischetto ricoperto di cioccolato) e ci giocavi ad hockey, la consistenza era quella.
Ma ho veramente preferito restare senza $ quando aiutavo un tizio che metteva i sanpietrini per strada: ho aiutato a ripavimentare la salita di Marino, comune dei castelli romani; dopo vari altri luoghi, il 10 luglio mi porta davanti al museo delle Belle Arti di fronte a Villa Borghese; alle 8.00 si comincia a risistemare la piazza; i sanpietrini sono antichi, dei cunei enormi e lunghi, dai 3 ai 10 kg; io sono l'ultima ruota del carro; quello che li sposta avanti e indietro tenendoli a fianco di quello che li "pianta" in ginocchio; curvo sulla schiena li avvicino se non ci arriva, li allontano se sono troppi, gliene porto carriole intere dal mucchio accatastato (rimossi con ruspa in precedenza per rifare il fondo).
Alle 12.00 pausa pranzo: mi tremano le braccia e non riesco a reggere il panino in mano; decido di aspettare 10 minuti sdraiato in terra. Alle 13.00 si riprende, più stanchi e lenti.
Alle 15.00 finiamo, mi da le 70 mila lire e mi sento dire: "fa troppo caldo, domani facciamo così: cominciamo alle 7.00 e finiamo senza pausa alle 14.00".
Cordialmente, quando scendo dal camion, saluto e dico: "mi è arrivato un sms, ho trovato lavoro, da domani non posso venire".
Non è vero, ma torno a studiare con più impegno. Crepaci tu per strada











