souldrum ha scritto:tu sei avvantaggiato perche' senti il suono da dietro la batteria, mentre suoni........ma quello rientra nel mio concetto di feeling con la batteria, ossia come la senti mentre suoni, come risponde a ogni colpo che dai........non e' detto che sia il medesimo suono che viene captato da chi ascolta. Per chi ascolta, le grosse differenze, o le tante differenze, sono meno apprezzabili.
Occorre fare una distinzione netta tra il sentire la batteria mentre la si suona, e sentirla da ascoltatore.
In realtà non è MAI il medesimo suono percepito da chi ascolta! Questo per ovvie ragioni, anche se si può avvicinare un po' le due cose: personalmente quando suono come amplificazione uso (quasi sempre) soltanto un microfono sulla cassa e un omnidirezionale posizionato sopra la mia testa. Quindi parte la cassa il suono riprodotto dall'impianto quanto meno è abbastanza simile a quello che sento io. Resta implicito che se quello che sento io è mediocre lo sarà anche quello che sente il pubblico...
Comunque sto divagando, resta il fatto che l'obiettivo finale è che il suono che sento io piaccia a me, e che il pubblico senta un gran bel suono. L'importanza del fatto che tanti o pochi nel pubblico siano in grado di apprezzarlo è abbastanza relativa...
Mi sembra però un po' assurdo dover spiegare perché avere sotto le mani uno strumento che ha un suono che mi piace di più sia preferibile rispetto ad averne uno che ritengo così così, o "buono ma niente di che"...
Certo, le caratteristiche acustiche che mi fanno apprezzare di più uno strumento non le potrò apprezzare sempre e comunque, ma a meno di casi particolari in cui si suona sempre e soltanto nel "worst case scenario" nella gran parte delle situazioni (prendendo in considerazione tutte quelle in cui si trova un gruppo medio, quindi dal localino minuscolo alla sala enorme fino alle sagre all'aperto) buona parte delle "sfumature" del suono io, come batterista seduto dietro allo strumento, le sento eccome!
Visto poi che non si parla solo di strumenti entry-level vs strumenti pro, già che spendo per avere un ottimo hardware, affidabilità, qualità di costruzione, ecc... sarà pur permesso che quello strumento suoni come piace a me... o no? Se anche quel suono per assurdo me lo potrò godere a pieno solo il 10% delle volte, perché mai dovrei accontentarmi e prenderne uno che mi piace meno? Dovrei auto-convincermi che non sento le differenze, che non sento che c'è qualcosa che non va magari in un rullo piuttosto che in un altro, o in una cassa piuttosto che in un'altra, perché tanto poi non sentirò sempre il suono al 100%?
souldrum ha scritto:Per il resto, e' ovvio che ci si debba appoggiare al proprio gusto.........ecco perche' sorrido quando sento gente che, dovendo acquistare una batteria, parte dal fatto che dev'essere in acero, piuttosto che in altre essenze.......ok che si possa essere condizionati dal fatto di aver ascoltato con gusto strumenti con quella determinata caratteristica, ma alla fine il rischio e' di rimanere delusi, perche' magari, seppur il suono da ascoltatore ci piaccia, da dietro la batteria potrebbe non convincerci completamente.
Beh ma come puoi vedere dal mio intervento su di un topic recente in cui si chiedeva consiglio su una batteria nuova, sono il primo a dire che inizialmente non conviene fissarsi su una caratteristica "sulla carta" di uno strumento.
Anzi l'ideale è provare lo strumento alla cieca e POI farsi dire eventualmente le caratteristiche tecniche.
Quello che conta è il suono, non ci piove. Che io sappia o meno ogni dettaglio di ciò che provoca quel suono non ha nessuna importanza. Questo però non cambia il fatto che il suono dello strumento sia legato alle sue caratteristiche tecniche.
Bisogna saper riconoscere queste caratteristiche dal suono? Ma chi l'ha mai detto?
souldrum ha scritto:Tu stesso, da costruttore, sei conscio delle modifiche che apporti, e ti aspetti determinate modifiche al suono.......ma il contrario, ossia il non essere consapevoli, e il saper indovinare le caratteristiche, partendo dall'ascolto di un suono, e' una cosa ben piu' difficile, e credo che in pochi ci riuscirebbero.
Io no di certo.
Il tuo sito ne e' la dimostrazione.......gli ho dato un occhio qualche tempo fa, interessato ai tuoi cerchi in legno (ti contattero' in privato per chiarimenti, informazioni, e per farmene fare un paio).
Ascoltando i sample, si sentono alcune differenze...poi si legge "cerchio noce e bubinga battente" e "cerchio bubinga battente".......e uno giustifica le differenze, ok. Ma il contrario, ossia ascoltando i 2 sample, chi riuscirebbe a dire che cerchi monta quel rullante, senza leggerlo da nessuna parte, e senza vedere il rullante?
Al massimo puo' piacere piu' il primo o il secondo, quindi scegliere di conseguenza. Ma poi, queste differenze, dal lato pratico, ossia in un contesto musicale completo di band, quanto sono realmente apprezzabili?
Intanto il "contesto musicale completo di band" è un po' troppo generico, come se in tutte le circostanze la nostra possibilità di sentire il proprio strumento sia la medesima... Di cosa parliamo, di un gruppo rock? Una band "Vegetarian progressive grindcore" (cit.

)? Una banda di paese? Un complesso jazz?
Se e quanto certe sfumature di suono si notano in un contesto musicale completo dipende dal contesto, oltre che dal nostro orecchio. Poi personalmente se mi allenassi un oretta al giorno per conto mio, potendo suonare uno strumento che mi piace di più non è che ci sputerei sopra...
Nel caso dei sample l'unico scopo che hanno è quello di dare un'idea di come cambia il suono al variare di determinate caratteristiche. Nel caso dei cerchi, non ti fa strano che a parità di tutto il resto siano comunque distinguibili due sample in cui l'unica differenza (con buona approssimazione) sono 2 strati di legno su 4 del solo cerchio battente?
Di per sé quella piccola differenza è ovvio che ha poca importanza, ma potendo scegliere, anche se la differenza è piccola, perché non scegliere quella che mi piace di più? Se poi si ha la possibilità di sommare tante piccole (o grandi) differenze, beh... la scelta va fatta su qualcosa di ben più sostanzioso...
Comunque è perfettamente lecito anche che tra due sample tu non abbia una preferenza specifica riguardo al suono, in quel caso si passa semplicemente ad altri fattori (come l'estetica, la durabilità, ecc...). Non è che un piccolo cambiamento debba sempre avere sempre lo stesso peso: può essere importante, può essere gradito, ma può anche non contare niente. É soggettivo! Tanto che lo stesso cambiamento può aver pesi diversi da persona a persona. Non vedo cosa ci sia di male in questo...
Per il resto ti faccio un esempio di come, da costruttore, affronto la questione di consigliare il cliente: non è che gli chiedo "ma vuoi i bordi rounded o double-45°?", "Ti va bene una prevalenza di strati verticali nel fusto?", "Lo snare bed lo vuoi bello fondo o appena accennato?" e via dicendo...
Piuttosto gli chiederò "c'è qualcosa che cambieresti nel suono?", "ti piacerebbe magari un po' più asciutto, o piuttosto più squillante?", o posso fare proposte del tipo "hai detto che ti piace un rullante con tanto corpo e che non ti interessa il volume, allora ti farei provare questa soluzione", ecc... Poi che dettagli cambiare per ottenere un dato risultato non pretendo certo che lo sappia il batterista!
Per il resto quando possibile cerco sempre di organizzare una prova dal vivo, perché per quanto ben fatto un sample non renderà MAI a pieno il suono dello strumento. Inoltre è difficile per il batterista stabilire sulla carta tutti i dettagli dello strumento, proprio perché non sapendo
come e
quanto influiscono certi dettagli può farsi un'idea sbagliata del loro effetto. Non è certo una colpa, d'altronde è difficilissimo trovare già pronti in commercio due strumenti identici in cui ti cambia solo un dettaglio per volta, quindi non è verosimile pensare che ogni batterista possa fare esperienza pratica su come e quanto cambia il suono cambiando ogni singola caratteristica dello strumento.
Un esempio recente (che riguarda proprio un utente del forum): si partiva da una richiesta per un 7" per avere tanto corpo e tanta "pancia", un suono "rock" insomma, ma dopo la prova la scelta era quasi ricaduta su un 5,5". Alla fine la preferenza è andata ad un 6,5" ma abbiamo verificato che per i suoi gusti e le sue esigenze un 7" sarebbe stato esagerato, almeno in questo caso e con l'insieme di caratteristiche che gli proponevo: avrebbe rischiato di compromettere la versatilità senza migliorare le caratteristiche che gli interessavano.
Parliamo ovviamente di rullanti che hanno caratteristiche fuori standard, come sono già quelli che ho sul sito (anche se non sono certo estremi). In pratica utilizzando una base molto diversa da quello che si trova in un 7" "standard" il risultato è stato che l'effetto desiderato si otteneva già con un rullante meno profondo.
Concludendo, si può giustamente dire ad un batterista (soprattutto agli inizi) di lasciar perdere le caratteristiche tecniche e concentrarsi sul suono, ma non che quelle caratteristiche non abbiano alcuna influenza.
Poi non è che ci sia nulla di male a voler capire come una data caratteristica influenza il suono, l'importante è che (anche in quel caso) si continui ad ascoltare quanto più possibile con le orecchie, e quanto meno possibile con gli occhi e con la testa. Va anche detto che sicuramente una descrizione per iscritto di come cambia il suono al variare di una data caratteristica lascia il tempo che trova, la terminologia per descrivere il suono è talmente poco univoca e così soggettiva che senza un riscontro pratico è difficile che si possa capire veramente l'effetto reale, quindi per informarsi su certi dettagli non basta leggere le testimonianze che si trovano in rete... Ma sto di nuovo divagando...