Ragazzi, secondo me si richia di fare un po' di confusione qui.
Io ho sempre pensato che il "tariffario minimo" non sia una grande idea. Dove viene applicato, in genere, non funziona, altera il mercato e, per lo più, produce vari fenomeni tesi ad aggirarlo.
Diciamo le cose come è giusto dirle: secondo me non c'è nessuno scandalo se un gruppo di diciottenni con due/quattro anni di esperienza si propone a suonare nel locale di turno chiedendo 25 euro a persona o anche meno, perché io stesso a quell'età l'avrei fatto, così come avrei (e ho, in realtà!

) suonato pure gratis in ogni tipo di improbabile manifestazione tipo "sagra della polpetta" o giù di lì.
Al tempo stesso non si può imputare alle varie tribute band ad alto budget, buone o cattive che siano, il fatto di essere responsabili dell'ingiustizia dei loro cachet spesso gonfiati e ingiustificati rispetto alla qualità del servizio offerto, perché il problema è culturale: oggi ci sono orde di dementi disposti a saltare in macchina per andare al concerto dei *inserire il nome di una qualunque tribute band*, ansiosi di sentire quello che è più o meno la band originale quando tutti i componenti hanno mangiato cibo avariato al ristorante cinese e sono in preda alle coliche. Proposte un po' più oneste non ottengono lo stesso tipo di apprezzamento, a meno che non provino a passare da Maria De Filippi o da X-Factor.
Tornando a noi, ripeto: non credo nei listini imposti, ma credo che ognuno in coscienza dovrebbe saper stabilire un intervallo di valori entro i quali sia possibile organizzare qualcosa. Ci vuole un po' di coerenza e anche la possibilità di rinunciare a dei concerti.
Dico questo con la tranquillità di chi ha un altro lavoro e non deve campare suonando.
Ciò detto, nella zona di Venezia, capita di sentire storie di musicisti "professionisti" fuori a prezzi talmente ridicoli (nel senso di bassi) da risultare quasi preoccupanti...