Spesso ho fatto elucubrazioni sul jazz americano, italiano e sul liscio.
In un certo senso, in periodi storici, si può dire che il jazz stava ad alcun aree d'America come il liscio stava ad alcune aree d'Italia, non credo che l'analogia sia fuori luogo. Abbiamo ed abbiamo avuto fior di saxofonisti nel liscio per esempio, e non solo saxofonisti.
Il liscio non mi ha mai attratto particolarmente ma con un certo rammarico penso che questa Nostra musica popolare avrebbe potuto prendere una strada ben più nobile di quella odierna, spesso con basi preregistrate e musicisti che fingono di suonare...
Poteva nobilitarsi come il jazz e diventare forse il “Nostro jazz”, invece non è successo.
Fortunatamente il jazz è il jazz e non ha confini, eppure ci sono affinità innegabili con il liscio.
Penso per esempio alle “risate” che i saxofonisti di liscio fanno fare ai loro strumenti, effetti affini a quelli jazzistici e a null'altro, espressioni libere da schemi come spesso propone il jazz.
Persino la musica balbanca, piaccia o non piaccia, ha più nobiltà rispetto al nostro liscio, con una migliore espressione delle sue venature circensi e festostose, casinare e bandistiche.
Un altro treno perso il nostro, un altro spreco tutto italiano.
