"la batteria " di Centazzo (Franco Muzzio editore) ? stato anche per me il primo approccio didattico/divulgativo riguardo lo strumento; per l'epoca era un volume di "sprovincializzazione" sul mondo del nostro strumento: soprattutto riguardo le biografie dei batteristi jazz, Centazzo possiede il dono della sintesi e centra l'obiettivo (vedi le pagine su Buddy Rich p.es.). Per la prima volta in vita mia ho trovato un elenco di metodi storici sullo studio del nostro strumento, che col tempo ho, difficoltosamente, rintracciato.
Soprattutto riguardo le musiche non jazz o d'avanguardia per? credo che pecchi di supponenza e settarismo, liquidando batteristi come Gadd in troppe poche parole (anche se obiettivamente nel jazz Gadd ha poco da dire)
Ce l'ho ancora da qualche arte, con l'autografo di Roy Haynes fattomi al Palalido durante il tour di Questios and answers di Pat Metheny (allora Haynes era il mio dio!!!). Da qualche parte devo avere anche il volume "Il batterista" (Il formichiere), che faceva un po' troppa pubblicit? alla Premier, a dire il vero...(ci? non toglie che la Premier non sia una grande marca...); sulla diatriba rabbit o matched trovo che Centazzo sia un po' troppo intollerante. Ricordo che questo libro ? stato ampliato sempre per i tipi della Franco Muzzio, dove Centazzo dava dritte su che esercizi di ginnastica fare prima di allenarsi

(io non me lo vedo tanto fare le flessioni)
