da lorenzo il dom set 09, 2007 1:08 pm
"....Ma diciamoci la verit?: chi l'ha detto che bisogna per forza fare la pace coi francesi. Dove sta scritto. La pace con i francesi, storicamente, ? possibile solo a due condizioni tassative. La prima: che loro siano i migliori di tutti. La seconda: che gli altri riconoscano di essere pezzenti, e soprattutto pronti a riconoscere che i francesi sono i migliori di tutti.
Questa tradizione ha rotto. Dopo Berlino, almeno dopo Berlino, questo genere di pace non ? pi? possibile. E tanto meno dovuta. La finale di Berlino, con le sue irripetibili combinazioni astrali, ? riuscita a compiere il prodigio ritenuto impossibile: risvegliare in noi, pigri e letargici, una mezza forma di patriottismo. Basta zerbinaggi, basta provinciali complessi d'inferiorit?. Forse, quanto prima, riusciremo anche a smetterla di considerare lo champagne una delizia divina e il Cartizze una bibita per beoni trevigiani, il Tour una leggenda romantica e il Giro una sagra della tinca, Aznavour uno chansonnier planetario e Lucio Battisti un poeta di borgata. Vai a sapere: magari riusciremo persino a convincerci che se loro hanno il profumo e noi il bidet, non ? cos? certo che siano loro i pi? puliti. Col tempo, chiss?.
Per il momento, i primi segnali arrivano dal calcio. Complimenti ai francesi: campioni del mondo d'orgoglio, con una testata di Zidane e due bischerate di Domenech sono riusciti a rianimare l'orgoglio nostro, anchilosato e rachitico. Eccolo qui, in prima serata tiv?, l'incredibile capolavoro: gli ottantamila di San Siro - ovviamente meno i cinquemila dell'altra sponda - si sgolano commossi cantando ?Vincer?? assieme al compianto Big Luciano, abilmente e doverosamente diffuso dagli altoparlanti nella serata pi? giusta. E poi, meglio ancora, l'inno di Mameli: urlato a squarciagola, quasi di rabbia, certo con esibito compiacimento di stampo tipicamente francese...
No, non sta scritto da nessuna parte che si debba per forza fare la pace. Tra i tanti difetti che abbiamo, ci manca il peggiore dei loro: l'ipocrisia. E allora viva l'odiato citt? Domenech: alle perfide carognate che ci ha rivolto, ha aggiunto una considerazione largamente condivisibile. ?Vorrei che questa rivalit? durasse per sempre: d? sapore allo sport?. Giusto e controfirmato. Avanti cos?. Lui e i suoi compatrioti, usi a mettere l'accento sull'intero vocabolario, sappiano dunque gradire una delle nostre poche parole accentate. Breve, sintetica, a imperitura memoria: ti?."
Cristiano Gatti