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Differenza nell'uso dei piatti (in fusione o stampati)

Il naturale complemento di ogni set di fusti

Messaggioda beautifulday il gio mar 13, 2008 12:03 am

evitiamo semplicemente di far diventare la cosa una battaglia. kikko e flacco si stanno incaponendo su discorsi di fisica. mi sembra un po' come fantozzi all'università.
cerchiamo di mantenere il decoro e non buttarci in disussioni e polemiche da bar: i paiste sono i meglio perchè li uso io.
io ho la fortuna di avere sufficienti conoscenze alla ufip per farmi sostituire un piatto, e li uso anche per questo motivo. è anche vero che chi si incaponisce sulla fragilità degli ufip mi pare viaggi con il paraocchi, perchè magari spendere 350 euro per un ride 22 paiste signature, lo fanno anche con il sorriso sui denti, quando si tratta dell'ennesima serie prodotta industrialmente, e quando con quella cifra ci compri uno spizzichino fatto appositamente per te.
Io amo tutti i piatti e non sono certo uno di quelli che se gli toccano la marca preferita si mette a piangere (ho di meglio da fare nella vita) in generale ho usato ed uso di tutto, ufip, zildjian, sabian, turkish, paiste ecc. ecc.
ciò non preclude infatti l'utilizzo a priori di una marca, poichè io non guardo quello che c'è scritto su un piatto quando lo compro, ma quello che sente il mio orecchio (dato che di solito quando li prendo i paitti prima li provo).
detto ciò...
mi ritiro per deliberare.
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Messaggioda Stephen Daedalus il gio mar 13, 2008 12:10 am

Io invece alla Ufip non conosco nessuno, eppure un ride Experience passato a miglior vita dopo essersi fatto non so più quanti scalini di cemento me l'hanno cambiato lo stesso. E dire che la garanzia non copre, in teoria, "inettitudine" e "mani di pastafrolla" (entrambi a me ascrivibili :D ).
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Messaggioda beautifulday il gio mar 13, 2008 12:14 am

bhe conoscendo il tronci, e le persone che ci lavorano, il buon senso è di casa alla ufip.
una fabbrica di gente per bene e artigiani come un tempo.
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Messaggioda Stephen Daedalus il gio mar 13, 2008 12:22 am

Direi che sono andati ben oltre il buon senso - mi hanno trattato coi guanti di velluto seppur nulla di nulla mi fosse dovuto se non una sonora bacchettata sulle manacce.
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Messaggioda Stax il gio mar 13, 2008 1:48 am

beautifulday ha scritto:bhe conoscendo il tronci, e le persone che ci lavorano, il buon senso è di casa alla ufip.
una fabbrica di gente per bene e artigiani come un tempo.
Scusa un secondo...dici che la discussione sta deviando...che alcuni dicono sia meglio paiste o sabian solo perchè li usano...

...e tu con frasi come queste? cosa fai? non fai la stessa cosa? com'è...gli altri no e tu si??

Ognuno riporta la sua esperienza, e credo sia libero d'incazzarsi come meglio crede...senza stare lì a dire le solite frasette di circostanza...lo devi colpire così...lo devi colpire cosà...ma quelli sono fatti a mano...ecc....

Tizio suona da x anni e ha rotto x piatti di marca y.
Caio suona da x anni e ha rotto x piatti di marca z.
Punto.

E cmq credo siano molto più interessanti gli interventi dei 'nostri' ingegneri piuttosto che i tuoi, che altro non vogliono fare se non difendere la ufip dagli attacchi ingiustificati e dai pregiudizi di noi altri bambini cattivi che pestiamo e spacchiamo solo quelli!
:arrow:
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Messaggioda livser il gio mar 13, 2008 8:48 am

Calma. Lo sapete che ho il lucchetto facile :lol:
A parte gli scherzi, se le discussioni sono costruttive (come finora in questo topic) ben vengano anche le tesi di fisica e ingegneria; magari c'è l'occasione di discutere dello strumento da una prospettiva differente, no?
:)
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Messaggioda Zoro il gio mar 13, 2008 10:19 am

Stax ha scritto:...lo devi colpire così...lo devi colpire cosà...


Stax, che tu lo voglia ammettere o no ci sono modi corretti e modi sbagliati per usare i piatti. E parlo dal punto di vista prettamente fisico. Come potrà confermarti il nostro "SignoriDrums", che a quanto ho capito è ingegnere ma qualcosa del tipo "edile" o "dei materiali" e non informatico come il sottoscritto, il colpire un piatto mantenendo la bacchetta rigida (e quindi lavorando di avambracci) è sostanzialmente diverso dal colpirlo con la bacchetta mossa usando i polsi e le dita. Nel primo caso, dai vita a qualcosa di simile ad un urto parzialmente anelastico, in cui la bacchetta non "risponde" all'urto ma agisce semplicemente da "percussore", in alcuni casi restando addirittura a contatto con il piatto e quindi "forzando" la sua risposta in maniera innaturale (cosa che porta a rottura del piatto). Nel secondo caso dai vita a qualcosa di simile ad un urto elastico, in cui la bacchetta "risponde" all'urto, non fermandosi a contatto con il piatto ma "deviando" la sua direzione originale in base alla somma vettoriale delle forze in gioco. In questo modo il piatto viene lasciato vibrare "naturalmente" e quindi non si stressa (o si stressa notevolmente meno che nell'altro caso) lungo le potenziali di rottura.

Da ciò si può dedurre che, se consideriamo corretto il voler mantenere in vita un piatto e sbagliato il volerlo rompere, c'è un modo corretto di colpire i piatti ed uno sbagliato. E suonare "di avambracci" o comunque con le bacchette rigide è il modo sbagliato.

P.S. il mio primo gruppo è stato un gruppo di rock psichedelico. Il "batterista" che suonava prima di me usava solo paiste...e pestava come un animale. Risultato? Ride, Crash e Hi Hat (sì, pure l'hi-hat...sopra e sotto...) tutti crepati radialmente sia dall'esterno che dall'interno...ed erano tutti paiste...
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Messaggioda DJM il gio mar 13, 2008 11:04 am

Provo a riassumere:

1 - tutti i piatti si rompono

2 - quelli fatti in modo completamente artigianale sono più soggetti a rotture

3 - Ufip lo sa, e per questo garantisce due anni contro rotture strutturali

4 - ti piace il suono di un Ufip (o di un HHX)? compralo, ma tieni conto dei punti 1,2 e 3

5 - i piatti più pesanti non si rompono di più, ma è più difficile suonarli bene

6 - rompere un piatto rende nervosi
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Messaggioda beautifulday il gio mar 13, 2008 11:12 am

sì effettivamente stax vedi di darti una ghiacciatina... se avessi letto due post sopra quello capiresti cosa ho scritto.
che conosco il tronci non vuol dire che ho sposato la causa ufip. fine ot e fine polemiche per favore.
grazie
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Messaggioda Zoro il gio mar 13, 2008 11:53 am

DJM ha scritto:Provo a riassumere:

1 - tutti i piatti si rompono

2 - quelli fatti in modo completamente artigianale sono più soggetti a rotture

3 - Ufip lo sa, e per questo garantisce due anni contro rotture strutturali

4 - ti piace il suono di un Ufip (o di un HHX)? compralo, ma tieni conto dei punti 1,2 e 3

5 - i piatti più pesanti non si rompono di più, ma è più difficile suonarli bene

6 - rompere un piatto rende nervosi


Aggiungo:

7 - rompere un piatto è dovuto, il 90% delle volte, ad una tecnica percussiva sbagliata.

8 - Tenendo conto del punto 7, il punto 6 dovrebbe avere come risoluzione lo studiare con un maestro competente che spieghi come va suonata una batteria, non lo sputare addosso al piatto che si è rotto perché lo si è trattato con la stessa cognizione di causa con la quale si andrebbe a correre un rally su sterrato con un'auto da F1...
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Messaggioda SignoriDrums il gio mar 13, 2008 12:13 pm

DJM ha scritto:Provo a riassumere:

2 - quelli fatti in modo completamente artigianale sono più soggetti a rotture


Non è vero, non è una questione di artigianalità del piatto. La frequenza di rottura per fatica (perchè di questo si tratta) degli Ufip dipende ESCLUSIVAMENTE dal processo di fusione che usano, che, se da una parte permette di fondere il piatto già nella sua forma finale, ha il punto debole di essere soggetto a difetti di fusione che generano le cricche.
I piatti di spizzichino sono completamente artigianali, ma non si rompono come gli Ufip perchè parte da una lastra di bronzo ottenuta per laminazione.
Se volete fare una statistica che abbia un minimo di senso dovreste anche distinguere il tipo di rotture. Probabilmente avreste un gran numero di Ufip che si rompono a fatica (cricche nel verso della circonferenza) rispetto alle altre marche, ma quelli rotti per "maltrattamenti" secondo me sarebbero in ugual numero fra marche diverse, perchè in generale dipendono dai batteristi e non dalle lavorazioni.
Tant'è che se vi si rompe un Ufip a fatica (ovvero per difetto di fusione) ve lo cambiano. Hanno (credo) due anni di garanzia perchè se in quel periodo non si rompe a fatica è un caso esente da difetti e durerà molto a lungo, maltrattamenti permettendo.

C'è anche la brutta abitudine dei batteristi di pretendere un volume eccessivo dai loro strumenti, picchiando molto più del necessario senza accorgersi che così facendo peggiora anche il suono. Provate ad urlare come forsennati per due ore di fila tutti i giorni e vedrete che fine fa la vostra voce.

Ah, per la cronaca sono ingegnere aerospaziale, e la meccanica della frattura e la fatica dei materiali sono nati proprio in campo aerospaziale e sono alla base della sicurezza dei progetti degli aerei.
Bye!!!
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Messaggioda DJM il gio mar 13, 2008 12:25 pm

Ok, ingegnere aerospaziale. Prendo nota. :)
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Messaggioda Pippo il gio mar 13, 2008 12:51 pm

Se non ricordo male dai miei studi amatoriali sulla costruzione di barche, il materiale più resistente alla fatica è il legno... che ne direste di piatti in legno? :lol:
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Messaggioda Zoro il gio mar 13, 2008 12:58 pm

Ho qualche perplessità riguardo il volume e il sustain. Ma ci si può provare. :mrgreen:
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Messaggioda Flacco il gio mar 13, 2008 2:08 pm

Stephen Daedalus ha scritto:
Flacco ha scritto:...dopo aver rotto due piatti, ho rivisto bene la mia tecnica e infatti non ho più fatto danni, anche se penso fossero state le Ahead e non la mia tecnica. non sono un pestone, ragazzi cavoli, ma sti ufip qua si rompono e non potete dirmi di no!

E se ben ricordo, quei due piatti rotti erano della Paiste. Ragion per cui non fai che lodare quest'ultima e smadonnare la Ufip. Non fa una grinza - It doesn't make a crease - Romanes eunt domus :D


erano lattoni. io mi baso sui post di gente qua sul forum, e che si rompano di più gli ufip sembra chiaro. (anche se ti promisi di lodare gli ufip :lol: )

non posso negare nemmeno che si rompano anche quelli di altre marche, un piatto è un piatto.
Ma se ammettete pure voi che la fusione e non la partenza da una lamina rende il piatto più soggetto a rotture ( chi siano di QUALSIASI tipo, una crepa è una crepa che sia trasversale o verticale chi se ne frega!).
Della paiste 1 su 20 parla male.
della zildjian pure.
della ufip 5 su 20 ne parlano male.
Vi ringrazio di avermi chiarito le idee su molte cose e confermatemele su altre.
P.S. beautyful: ..evitiamo attacchi, che ne hai fatti più di uno. :evil:
Ultima modifica di Flacco il gio mar 13, 2008 2:30 pm, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda leano il gio mar 13, 2008 2:13 pm

avranno un suono legnoso...e la finitura brilliant come la ottieni...?...

Ma sse ssuono bbrtuttal mmettall e uso le bbbacchette di fferrrro da armarrre da 18...i Ufipp rreggono al mi mmmodddo di ssuonnarre...?...mi ssa si approno come una mmella...
La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'occasione. Seneca

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Messaggioda Stephen Daedalus il gio mar 13, 2008 3:03 pm

Va da sé che il processo di fusione influisce anche sul suono. E il risultato ottenuto dalla Ufip a me piace molto di più rispetto a ciò che offrono le altre case, almeno nel 90% dei casi (rimango sempre dell'idea che il charleston Paiste 2002 Heavy sia insuperabile).

Sta poi al singolo decidere se valga o meno la pena rischiare di più eventuali rotture pur di ottenere una determinata sonorità. Io il rischio sono disposto a correrlo. Di Ufip ne ho a bizzeffe (a memoria 3 ride, 4 charleston, 8 crash, 4 china, 4 splash, diversi dei quali di seconda se non terza mano) e in due anni e mezzo non ne ho rotto nessuno (a parte il ride volato giù per le scale e sostituito da San Tronci :D), nonostante la mia desolante incapacità batteristica.

Flacco ha scritto:Ti promisi di lodare gli Ufip e lo farò: Ufip rules... Ufip rules... I love Ufip... Ufip is my life... My arse belongs to Ufip...

Bravo figliuolo :D :B
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Messaggioda SignoriDrums il gio mar 13, 2008 3:17 pm

E' ovvio, ma le mie considerazioni erano oggettive.
Se si parla di suono il discorso diventa soggettivo e gli Ufip che ho provato non competono con i miei Avedis vintage. Secondo me.
Per cui, tirando le somme, se un piatto vi piace pigliatevelo e basta, senza tante pippe su chi è meglio di chi, sono tutti prodotti professionali, il suono migliore lo fanno il gusto e la mano del batterista.
SECONDO ME, gli ufip hanno troppi medi e non mi piacciono.
De gustibus.
Bye!!!
M.

ps: E' inutile che ribattiate dicendo che non è vero, dato che non è vero per voi mentre per il mio orecchio sì. Come dicevo, de gustibus...

pps: E imparate a farli suonare 'sti piatti, invece di fargli urlare "PIETA'!!!"...
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Messaggioda Flacco il gio mar 13, 2008 3:41 pm

:D paiste rulez :tru
quoto signoridrums, ma qui il discorso era leggermente più tecnico :lol:
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Messaggioda Stephen Daedalus il gio mar 13, 2008 3:52 pm

SignoriDrums ha scritto:Gli Ufip hanno troppi medi e non mi piacciono.

Non è vero.

Flacco ha scritto: :D Ufip rulez :tru

È vero.


:D
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Messaggioda SignoriDrums il gio mar 13, 2008 3:58 pm

:B :suk

:o


:D
Bye!!!
M.
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